Think Milk, Taste Europe con un evento al Fuori Salone
Think Milk, Taste Europe ha portato la sua visione di materia al Fuorisalone con lo spettacolo Vertical Horizons.

Si è da poco conclusa una delle settimane più importanti per il settore del mobile che quest’anno ha chiuso con oltre 300 mila visitatori. Noi però non siamo qui per parlare di mobili, il nostro focus è la gastronomia. Cosa c’entra quindi il Salone del mobile di Milano con tutto ciò? Il Fuorisalone ha ospitato un evento in collaborazione con Think Milk, Taste Europe, Be Smart e noi abbiamo avuto il piacere di parteciparvi.
La compagnia di arte performativa No gravity theatre, fondata da Emiliano Pellisari e diretta da Mariana Porceddu, ha inscenato Vertical horizons – Body Shaping Matter. La performance, coordinata da Think milk, taste Europe, be smart, ha esplorato il corpo umano come mezzo per dar vita alla materia. I corpi sospesi che hanno reso celebre la compagnia d’arte performativa, hanno incantato la platea dell’Aula magna della Statale di Milano. Ma perché un progetto promosso da Confcooperative ha chiamato il No gravity theatre?
Le motivazioni sono semplici ma non scontate e sono le stesse per cui, magari, stai leggendo questo articolo. Se già il nome del progetto può darti una mano a capire di cosa si trata, non è però del tutto esemplificativo. Think Milk, Taste Europe, Be Smart vuole infatti concentrarsi sul far conoscere maggiormente i prodotti agricoli UE oltre ai loro usi. Andando più nello specifico c’è l’intenzione di informare gli Stati coinvolti, Italia e Germania, nel processo produttivo del latte e dei suoi derivati.

Abbiamo parlato di informare gli Stati coinvolti senza però dire su che cosa c’è bisogno di fare informazione. Il target non sono solo i consumatori ma anche i media, spesso vittime di fake news proprio sul settore produttivo caseario. La divulgazione e diffusione dei valori fondamentali del latte e suoi derivati quali tracciabilità e qualità, tra i tanti, puntano all’aumento di fiducia nei cittadini. L’obiettivo non è solo questo ma anche quello di, ovviamente, cercare di incrementare le vendite in Italia e Germania.
Perché quindi cercare di far conoscere meglio questo settore e quale beneficio comporta al cittadino? Se pensiamo che il sistema cooperativo alimentare è il motore del settore agroalimentare, già qui dovrebbe interessarci da vicino. Le cooperative nell’ambito del latte sono quelle che incidono di più in questo sistema coprendo quasi il 45% della produzione nazionale. Per il cittadino questo si tramuta in una superiore consapevolezza dell’origine del prodotto e più controllo su ciò che si consuma.

Per chi è amante dei formaggi italiani DOP, basti sapere che dalle cooperative arriva il 65% di essi. Il consumatore, negli ultimi anni, è sempre più attento a cosa compra e consuma ma soprattutto alla sua provenienza. Puntare ad informare meglio l’ultimo anello della filiera produttiva crea un effetto a catena a ritroso: più è soddisfatto e più acquista con una maggiore frequenza quel prodotto andando ad alimentare il mercato che lo sostiene. Un effetto a farfalla su scala nazionale che può portare benefici anche a livello internazionale.
Tutto ciò è iniziato nel 2021 e potrà proseguire anche fino al 2027 grazie al contributo della Commissione europea per l’informazione e promozione dei prodotti agricoli nella comunità europea. Aver potuto assistere ad uno spettacolo così semplice ma dall’obiettivo così ambizioso è stato un grande piacere per noi e speriamo presto di poter tornare a parlarne in futuro.
Ti è piaciuto l’articolo? Scopri i nostri partner, o leggi le nostre ultime notizie.





Scrivi un commento