GinUp, il pistacchio siciliano diventa gin: la scommessa innovativa della startup nissena FastucUP
Dalla siccità alla sperimentazione: la startup nissena FastucUP valorizza il mallo e le gemme del pistacchio siciliano, trasformandoli in gin e altre bevande artigianali. Una storia di innovazione e imprenditoria legata al territorio.

FastucUP nasce con un obiettivo preciso: valorizzare il pistacchio fresco dell’entroterra siciliano, partendo da una materia prima che rappresenta un’eccellenza del territorio.
A raccontare il percorso della startup innovativa è Mariangela Galante, CEO e co-founder, con alle spalle una storia di ritorno alle origini.
FastucUP: il ritorno in Sicilia e la nascita della startup
Nel 2014 Mariangela rientra in Sicilia da Roma, dove ha maturato esperienze professionali nei settori della comunicazione e del marketing.
Accanto a lei ci sono il marito Francesco Riggi, proprietario di un pistacchieto di famiglia a Caltanissetta, e Flavio Meloni, imprenditore romano. Insieme danno vita a FastucUP, con l’intento di costruire un progetto capace di coniugare risorse locali e innovazione.
Dopo un’intensa attività di crowdfunding, la startup avvia il proprio percorso nel 2022, tra i primi raccolti, eventi e attività di promozione.
La disponibilità diretta della materia prima sembra offrire una base solida al progetto, ma la coltivazione del pistacchio richiede tempi lunghi e, proprio quando una dura annata di siccità colpisce la Sicilia, la produzione si ferma.

Dalla siccità a una nuova opportunità imprenditoriale
Il team si trova, dunque, davanti a un bivio: insistere su un modello che rischia di rimanere bloccato dalla disponibilità del raccolto oppure ripensare il progetto, cercando nuove possibilità.
FastucUP sceglie di cambiare direzione, affrontando questa fase con un approccio pragmatico.
Fare startup significa scommettere su un’idea, ma anche accettare il rischio ed essere consapevoli del fatto che altre entrate e attività professionali possono rappresentare un supporto importante, soprattutto nelle fasi iniziali.
Dal mallo del pistacchio alla creazione di birra, amaro e gin
La svolta arriva osservando il pistacchio da una prospettiva diversa: non soltanto il frutto, ma anche le sue componenti meno valorizzate, come il mallo, la resina, i fiori e le gemme. Elementi originali e ancora poco utilizzati.
Il mallo, in particolare, rappresenta una risorsa poco esplorata in ambito alimentare, poiché viene considerato prevalentemente uno scarto della lavorazione.
La sperimentazione porta alla creazione di una linea di bevande alcoliche artigianali che comprende birra, amaro e gin, realizzati a partire dal mallo del pistacchio.
Un percorso che permette di individuare nuove possibilità di utilizzo per una materia prima già presente sul territorio, ampliando le prospettive iniziali del progetto.
GinUp Evolution: un nuovo gin dalle gemme del pistacchio
L’attenzione si sposta anche sulle gemme del pistacchio, aprendo un nuovo capitolo del progetto: GinUp Evolution, nato nell’aprile 2026.
Per questa nuova creazione, le gemme vengono raccolte e congelate, per essere successivamente portate in distilleria. Qui comincia il lavoro di trasformazione, che richiede tempi tecnici e una fase di riposo prima dell’imbottigliamento, previsto dopo circa tre mesi.
A seguire il processo è l’enologo Giuseppe Cascio, professionista premiato e con una lunga esperienza anche internazionale.
Cascio entra in contatto con Mariangela durante il percorso di crowdfunding, spinto dal desiderio di andare oltre le solite «frastuche» associate alla nota Bronte, un riferimento ormai diffuso, secondo il suo punto di vista, anche per pistacchi provenienti da altri Paesi.
La sperimentazione continua con l’obiettivo di utilizzare anche altre componenti della pianta, come la resina, e ampliare ulteriormente la gamma di prodotti.

Le prospettive future di FastucUP, tra mercato e innovazione
Gli eventi, le iniziative di comunicazione e le nuove proposte commerciali continuano ad accompagnare il percorso dell’azienda.
L’obiettivo è consolidare la presenza sul mercato e aprire ulteriori opportunità, anche oltre i confini nazionali.
La storia di FastucUP dimostra quanto possa essere complesso innovare e fare impresa, soprattutto in territori dove non sempre si incontrano condizioni favorevoli e disponibilità al cambiamento.
Servono tempo, pazienza e costanza per far conoscere un prodotto, conquistare la fiducia delle persone e accompagnarle fino a renderle clienti e ambasciatrici del progetto.
La Sicilia e il valore delle risorse del territorio
La Sicilia, del resto, custodisce un grande potenziale, spesso ancora inespresso o poco valorizzato.
Eppure, ci sono realtà come FastucUP che scelgono di investire nel territorio e nella comunità, partendo proprio da ciò che la propria terra offre.
La loro esperienza dimostra che, anche di fronte alle difficoltà, è possibile cercare nuove strade e trasformare le risorse locali in opportunità di innovazione.
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