Cantine Conte Collalto: storia, vini ed esperienze tra le Colline del Prosecco

A Susegana, tra vigneti e il Castello di San Salvatore, un viaggio alla scoperta della storia millenaria della famiglia Collalto, dei suoi vini e delle esperienze enoturistiche nel cuore delle colline UNESCO.

Cantine Conte Collalto: storia, vini ed esperienze tra le Colline del Prosecco

Nel cuore delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio mondiale UNESCO dal 2019, si trova l’azienda Cantine Conte Collalto a Susegana, in provincia di Treviso, una realtà in cui il vino diventa il filo conduttore di un racconto fatto di storia, natura e accoglienza.

Con i suoi 250 ettari di proprietà, tra boschi, pascoli, oliveti e 150 ettari di vigneti, la tenuta è un piccolo mondo da scoprire. Una dimensione che permette all’azienda di seguire direttamente ogni fase della filiera, dalla vigna alla cantina, garantendo un controllo costante sulla produzione delle circa 650.000 bottiglie, realizzate esclusivamente con uve di proprietà.

A Conte Collalto non si viene solo per conoscere i vini, ma per immergersi in un’esperienza immersiva, che permette di scoprire l’identità di una famiglia da sempre legata a queste colline.

A custodirne l’eredità e a guidarne il futuro è oggi la Principessa Isabella Collalto de Croÿ, presenza attiva nella quotidianità aziendale, dove tradizione e innovazione convivono grazie anche al lavoro di una squadra di oltre quaranta persone.

Una storia di rinascita

Per comprendere davvero l’identità di Cantine Conte Collalto, bisogna partire dalle sue radici. La storia della famiglia Collalto, infatti, non si limita a intrecciarsi con quella di queste terre, ne è parte integrante da oltre mille anni.

Tutto ebbe inizio nel 958, quando Rambaldo I ricevette dal re d’Italia Berengario II la corte di Collalto, dando origine a un legame destinato a durare nei secoli. Da allora, generazione dopo generazione, i Collalto hanno costruito un legame profondo con queste terre, estendendo i propri possedimenti fino al Piave e diventando tra i principali proprietari terrieri della zona.

Nel 1245 Rambaldo VIII avvia la costruzione del Castello di San Salvatore, a Susegana. Per secoli, il castello non è stato soltanto una dimora, ma il centro della vita della famiglia e un testimone silenzioso delle vicende che hanno attraversato il territorio.

Ma nel 1915, con l’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, i Collalto si ritirano in Svizzera e lasciano Susegana. Torneranno soltanto alla fine del conflitto, trovandosi però, ormai considerati nemici, nella necessità di riacquistare le proprie terre e ricostruire un patrimonio che nel frattempo era stato in gran parte perduto.

Eppure è proprio nella capacità di ripartire che si trova uno dei tratti più forti della storia dei Collalto. Infatti dopo le distruzioni della guerra, la famiglia ricostruisce progressivamente il proprio patrimonio, rilancia l’attività agricola e vitivinicola e guarda al futuro senza interrompere il filo con la propria tradizione.

Nel 2003, il Castello di San Salvatore apre una nuova stagione, diventando anche luogo di eventi e iniziative culturali.

Cantine Conte Collalto: storia, vini ed esperienze tra le Colline del Prosecco

L’identità di Conte Collalto attraverso le sue produzioni

Entrare nel mondo Conte Collalto significa anche lasciarsi guidare nella degustazione, attraverso una produzione che è essa stessa un racconto della famiglia e del territorio.

A fare da filo conduttore sono i luoghi e i protagonisti della storia Collalto. Il Castello di San Salvatore, eretto nel 1245, domina ancora oggi la collina e rappresenta il cuore simbolico della tenuta. Da qui prende il nome il San Salvatore Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato, il vino più rappresentativo dell’azienda, scelto per aprire la degustazione.

La storia familiare entra poi direttamente nelle etichette. Alla Principessa Isabella Collalto de Croÿ è dedicato l’Isabella Brut Rive DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di Collalto Brut – Charmat lungo Millesimato. Il termine Rive identifica le pendenze più scoscese delle colline di Conegliano-Valdobbiadene richiamando così il territorio.

Rimanendo al femminile della storia di famiglia, Violette Rosé Incrocio Manzoni Moscato Spumante Extra-Dry porta invece il nome della figlia della Principessa. Un vino pensato per esprimere un carattere forte e, allo stesso tempo, delicato.

Alla terra e alla sua storia è legato il Ponte Rosso Rive di Colfosco Extra Brut DOCG, ispirato alla particolare terra argillosa della zona che rese possibile la costruzione dell’omonimo ponte, oggi considerato uno dei simboli del territorio. Un’etichetta che ha ottenuto anche i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Tra i vini che mi hanno particolarmente colpito c’è poi Ottaviano Brut Nature DOCG “Sui Lieviti”, nato dal desiderio di riproporre in chiave moderna una tradizione profondamente legata alla famiglia Collalto e alle colline circostanti. Il Prosecco “sui lieviti” rappresenta una tecnica che pochi produttori lungimiranti avevano intuito già alla fine dell’Ottocento. È un vino che non prevede la sboccatura in costante evoluzione, regalando nel tempo un’espressione sempre diversa.

L’azienda non si ferma al Prosecco, ma è anche la più grande produttrice al mondo di Verdisio, con 10 ettari dedicati a questo particolare vitigno, da cui nasce il Verdiso Frizzante IGP. Interessante anche la linea dedicata al Manzoni Bianco, vitigno da cui prendono vita il Manzoni Bianco 6.0.13 IGP e lo Schenella Manzoni Bianco IGP.

E se i bianchi raccontano il volto più fresco e identitario della tenuta, nella bottaia riposano anche i sei vini rossi dell’azienda, tutti caratterizzati da un affinamento in botte. Tra questi troviamo il Torrai Rosso Riserva DOC, il Rambaldo VIII Rosso, il Vinciguerra Rosso Riserva DOCG e il Wildbacher IGP.

A completare una produzione sorprendentemente ampia ci sono infine anche olio, amari, grappe e non poteva mancare il Gin Ginealogy, fortemente voluto dal figlio della Principessa. Un gin che nasce da una base di mosto di uva Glera e dall’incontro con botaniche come ginepro, erba limoncina, rosmarino e foglie di olivo.

Cantine Conte Collalto: storia, vini ed esperienze tra le Colline del Prosecco

Collalto © Francesco_Vignali_Photography

Vivere Conte Collalto, le esperienze fuori dalla cantina

Ma fermarsi alla produzione sarebbe riduttivo. Perché il vero valore dell’esperienza Conte Collalto sta nella possibilità di entrare fisicamente nella storia dell’azienda e viverla attraverso esperienze diverse.

Si può iniziare con una passeggiata tra i vigneti, proseguire con la visita alla bottaia storica e con una degustazione guidata di quattro vini. Oppure scegliere un’esperienza più dinamica come il Safari Wine Tour: a bordo di un fuoristrada si attraversano i vigneti fino a Casa Vigneti, dove la degustazione di quattro vini viene accompagnata da specialità da forno della tradizione locale.

E poi c’è il castello, una presenza che da sola vale il viaggio. Il Castello di San Salvatore rappresenta una delle esperienze più suggestive della tenuta. Quasi completamente distrutto, è stato oggetto di circa 80 anni di restauri e oggi è possibile attraversarne le stanze, ammirare i pavimenti alla veneziana, la sala delle armi, la biblioteca con gli antichi registri e, all’esterno, il giardino all’italiana. Oggi è anche una prestigiosa location per cerimonie ed eventi, capace di unire il fascino della storia alla bellezza del paesaggio.

Accanto al Castello si trova Casa Vigneti, un’antica casa colonica ristrutturata che conserva l’autenticità della vita rurale del territorio, diventata uno spazio dedicato a iniziative culturali per la comunità ed eventi privati, a stretto contatto con la natura e con il paesaggio delle colline.

Cantine Conte Collalto: storia, vini ed esperienze tra le Colline del Prosecco

Collalto © Francesco_Vignali_Photography

Il lato family: quando l’enoturismo diventa un’esperienza per tutti

L’esperienza Collalto guarda anche alle famiglie, con proposte pensate per coinvolgere grandi e piccoli. Con l’Agri Kit Kids, i bambini diventano protagonisti della visita, attraverso giochi e attività possono scoprire le Colline del Prosecco, la storia dei Collalto, il Castello di San Salvatore, il lavoro dell’agronomo e dell’enologo e il ciclo della vite. Il kit viene consegnato a ogni bambino o ragazzo che partecipa all’esperienza family e permette di seguire la visita insieme ai genitori, trasformando la scoperta della cantina e della bottaia in un momento di apprendimento divertente e condiviso.

Dormire tra le vigne e vivere il territorio

Il viaggio può poi continuare anche dopo la visita, soggiornando negli appartamenti e nelle camere per vacanze ricavati all’interno della storica cantina di fine Ottocento. Un’ospitalità che permette di fermarsi più a lungo e vivere le colline con ritmi diversi, facendo della tenuta il punto di partenza per scoprire il territorio circostante.

Dalle escursioni in bicicletta tra i vigneti alla navigazione sul fiume Sile, dalle Ville Venete a Treviso, Venezia e Vicenza, fino alle Grotte del Caglieron e ai percorsi dedicati al benessere, le possibilità sono molteplici. Un’esperienza a 360 gradi, in cui il territorio non fa semplicemente da sfondo, ma diventa parte integrante del soggiorno.

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