Questo Natale 2025 richiede a gran voce il pandoro
Considerato da sempre il rivale del panettone, molto spesso poter acquistare o trovare nei menù dei ristoranti durante le feste natalizie il pandoro non è così facile nonostante in molti casi sia il lievitato preferito, forse è giunto il momento di rendergli giustizia.

Pandoro o panettone? Ogni singolo Natale la sfida è aperta ma accade frequentemente di vedere il secondo ben in mostra nelle pasticcerie artigianali, nei supermercati e nei menù dei ristoranti preparati appositamente per le giornate di festa.
Eppure Il Sole 24 Ore conferma che il pandoro quest’anno stia andando alla grande portando a casa un 87% di preferenze rispetto all’ 82,8% (risultato pur sempre ottimo) del più visibile panettone. Le ragioni potrebbero essere principalmente due: preparare il pandoro è più complicato che preparare il panettone e per questo, dalle pasticcerie più rinomate alla grande distribuzione, si preferisce sfornare il lievitato milanese invece del suo rivale veronese. Inoltre, il fatto che il primo provenga dal capoluogo lombardo, gli ha permesso di diventare più popolare in tempi ridotti. Se non ci credete, chiedete pure al Maestro Iginio Massari che vi risponderà qui.
Storia del pandoro
Una primissima versione del pandoro risale al 1200 in Veneto ma la nascita effettiva di questo soffice lievitato simbolo del Natale è datata 14 Ottobre 1894. Il pandoro, come tutti noi lo conosciamo, nasce proprio nell’autunno di fine ‘800 a Verona per mano di Domenico Melegatti geniale pasticcere nonché fondatore dell’omonima azienda. Il famoso pandoro riscosse un successo tale che il Ministero di Agricoltura Industria e Commercio del Regno d’Italia, il 20 Marzo 1895, rilasciò il brevetto per l’ufficializzazione di questo squisito dolce creato da Melegatti. Una storia decisamente affascinante quella del pandoro, o forse dovremmo chiamarlo pan d’oro, che merita di essere conosciuta: direttamente dall’azienda che ne ha reso possibile la distribuzione capillare ecco come nasce questa delizia.

Differenze con il panettone
Se già dalla forma i due dolci natalizi si distinguono chiaramente, il pandoro richiede dalle 50 alle 60 ore di preparazione, di cui 18/24 solo di lievitazione (naturale s’intende), se eseguito seguendo alla lettera la ricetta del numero 1 in assoluto, Iginio Massari. Per il panettone, invece, sempre attenendosi alle ricette di alta pasticceria, le ore possono partire da un minimo di 56 fino a superare le 72 (ovvero 3 giorni se non di più). Sia per quest’ultimo, sia per il pandoro, molte ore sono necessarie affinché la lievitazione naturale, segreto di un prodotto soffice, gustoso e profumato, avvenga in modo corretto. Il pandoro presenta la parte più alta che richiama una stella, è solitamente ricoperto da un candido strato di zucchero a velo e, per renderlo più scenografico, spesso lo si taglia a fette, rigorosamente orizzontali, da posizionare in modo asimmetrico in modo che il lievitato ricordi una piccola scultura. Il panettone, invece, più basso e di forma semi rotonda, prevede una copertura di glassa dalle molte varianti ed al suo interno può contenere uvetta, frutta candita o entrambi.

Perché preferire il pandoro al panettone?
Ed eccoci al punto cruciale. Premesso che la prima ragione siano i gusti personali, le motivazioni per cui l’87% degli italiani predilige il pandoro possono essere svariate. Ecco quelle predominanti:
SEMPLICITÀ
Il pandoro e “neutro” nei sapori: proposto tendenzialmente privo di guarnizioni, è ideale per chi non ama la frutta candita o vuole un dolce dal gusto e profumo più delicati.
MORBIDEZZA
Il pandoro ha una consistenza soffice e burrosa e facilmente “azzannabile” che molte persone trovano irresistibile e le porta a preferirle al panettone.
MILLE FARCITURE
Creme al mascarpone, chantilly, cioccolato, zabaione, gelati e l’immancabile Nutella: il pandoro è una base perfetta perché privo di guarnizioni e con un sapore delicato che non sovrasta gli altri.
PROFUMO
Il leggero aroma di vaniglia e burro del pandoro conquista chi preferisce i dolci più morbidi e aromatici, meno complessi del panettone.
Preferire il pandoro significa prediligere semplicità, sofficità e la possibilità di personalizzare il proprio dessert di Natale con creme, panna e gelati senza doversi “adattare” a canditi o altro. Tuttavia, se per voi queste feste significano stare bene con amici e familiari e godersi la buona tavola, nessun problema perché, come abbiamo già scritto, alla fine non c’è alcun bisogno di sceglie tra pandoro e panettone.
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