Novità scientifiche che cambiano il futuro dell’olio di oliva

Sustainability of the Olive oil System sviluppa una ricerca che punta alla massima sostenibilità ambientale della filiera olivicola.

Sostenibilità olio oliva

Sustainability of the Olive oil System (S.O.S.) è un progetto di ricerca che coinvolge sei università italiane: l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro fa da capofila all’Università di Milano, all’Università di Parma, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, all’Università di Sassari e all’Università di Teramo. L’obiettivo principale è il miglioramento la produzione, la conservazione, la commercializzazione e la trasformazione dell’olio di oliva.

Sustainability oliveoil system

In questo progetto si studiano le caratteristiche di cultivar “minori” di diverse regioni d’Italia per evidenziare il loro potenziale qualitativo e quantitativo. Sempre in ambito produttivo vengono messe a punto tecniche di analisi per monitorare la maturazione delle olive, valutare la qualità dell’olio extravergine e determinare i composti fenolici, sviluppando prototipi a basso costo per eseguire analisi direttamente nell’oliveto e al frantoio.

Riguardo all’estrazione si sta studiando una nuova tecnica “a ridotta concentrazione di ossigeno” che migliora le caratteristiche qualitative dell’olio influendo positivamente anche sullo stoccaggio. Inoltre, viene indagato l’uso di coadiuvanti non chimici che facilitano l’estrazione dell’olio, come talco e carbonato di calcio. Nel packaging sono approfondite le conoscenze su nuovi materiali di rivestimento interni alla confezione, ad esempio utilizzando le bioplastiche, e studiati nuovi contenitori per salvaguardare la qualità dell’olio. Anche i sottoprodotti sono valorizzati attraverso studi per la produzione di energia verde e per il recupero di antiossidanti da utilizzare nella produzione di alimenti funzionali.

olio oliva ambiente

I materiali di scarto della produzione di olio hanno dei risvolti interessanti: per la farmaceutica è emerso “l’uso degli estratti di foglie di olivo per bloccare l’azione genotossica del cadmio” e “sono stati ottenuti estratti utili per combattere patologie associate a infiammazioni e stress ossidativo”. Per l’alimentare, gli stessi estratti sono “ottimi per aumentare la shelf-life di taralli” e altri prodotti come “il paté di olive o le olive da tavola fermentate in salamoia. Si potrà, quindi, dire addio ai conservanti chimici e fare spazio a quelli naturali dalle foglie d’olivo.

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