Cucinare in maniera creativa è un ottimo hobby per gli italiani durante il lockdown

Durante il lockdown, gli italiani hanno riscoperto la voglia di cucinare le ricette e dolci della tradizione in maniera creativa.

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Durante il lockdown, che costringe a rimanere a casa, gli italiani trascorrono più tempo a cucinare, nei lavoretti domestici e a letto. Queste sono le attività scelte per impiegare le ore trascorse tra le mura dell’abitazione a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza pandemia.

Nelle zone rosse i fornelli si piazzano in vetta alla classifica grazie al 49% degli italiani che impiega il tempo a cucinare più del solito subito davanti agli hobbies e ai lavoretti in casa, indicati dal 48% degli italiani tra le attività praticate più di prima mentre al terzo posto c’è il letto, con il 34% dei cittadini che ha approfittato del lockdown anche per dormire.

Tra fornelli e relax, il risultato è che il 44% degli italiani è aumentato di peso a causa del Covid, secondo una analisi di Coldiretti su dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione, per una media stimata in 2 kg a testa. Al contrario, solo 22% ha dichiarato di fare più attività sportiva di prima, anche per poter uscire di casa, rispetto alla chiusura delle palestre e alle limitazioni agli sport di gruppo.

Crescita della spesa

Il risultato è un andamento della spesa che non si era mai registrato in passato che ha spinto prepotentemente al ritorno del fai da te, con un aumento del 7%, pari a 11,5 miliardi di euro, degli acquisti alimentari domestici degli italiani nel 2020, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base delle stime Ismea per l’intero anno.

Crescita boom per le uova che segnano un +16,1% mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del 41% per effetto della tendenza degli italiani a cucinare preparando pasta, torte, pizze e biscotti, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi ai primi nove mesi del 2020.

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Volano anche frutta e verdura con aumenti rispettivamente dell’9,1% e 8,4% ma anche le carni fresche (+9,54), con pollo e maiale tra i più gettonati, rispetto a gennaio-settembre 2019. Bene anche l’olio extravergine d’oliva che fa registrare un aumento del 7,1%, il latte (+5,1%), la pasta (+9,2%) e il riso (+10,2%).

Cambiano le abitudini

Anche lo smart working ha spostato fra le mura domestiche tutti gli intervalli del tradizionale orario di lavoro con la necessità di organizzarsi a casa per cucinare e magari anche per gli aperitivi di fine giornata. Lo testimoniano il +8,5% degli acquisti al dettaglio di vino e del 10,5% per la birra, ma anche dei salumi che crescono dell’8% e dei formaggi per cui si segnala un incremento del 12,5%.

A livello generale l’aumento della spesa alimentare per cucinare non è bastato però a compensare all’interno delle filiere produttive il crollo dei consumi alimentari fuori casa in bar, ristoranti e pizzerie dove la spesa registra nel 2020 un drammatico calo per un valore di 41 miliardi di euro, per effetto delle città svuotate da turisti e lavoratori.

Una drastica riduzione dell’attività che pesa sulla vendita complessiva di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

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Fonte: Coldiretti