Debutta al museo la Mortadella Bologna Igp

Al Museo di Storia di Bologna è stata inaugurata una nuova sala dedicata alla Mortadella con 15 opere che ne raccontano il percorso.

mortadella bologna museo

La mortadella è parte della storia di Bologna tanto che ora è sbarcata anche al museo. In occasione del #mortadelladay, la mattina del 24 ottobre è stata inaugurata al Museo della Storia di Bologna, a Palazzo Pepoli, una mostra permanente sulla Mortadella Bologna Igp, un percorso interattivo che racconta la storia della specialità felsinea.

La sala del museo permetterà al pubblico di vivere una visita esperienziale, con una parte dedicata ai metodi di lavorazione del salume e una sezione in cui verranno spiegate in maniera semplice e precisa la ricetta originale dell’impasto e le modalità di produzione.

mortadella bologna igp

Lo spazio ospita 15 opere che raccontano il percorso della mortadella, dalle origini etrusche e degli antichi romani cui viene fatta risalire l’ideazione della parola “mortadella”. Il percorso coniuga arte, cultura, curiosità e testimonianze storiche come il bando del cardinale Farnese del 1661 che codificava la produzione della mortadella.

Tra le opere della sala, è presente anche il bando del 1624 emanato a Bologna e con cui si stabiliva il prezzo degli alimenti per i pellegrini: costava tre volte e mezzo più del prosciutto, nove più del pane e sei volte più di manzo e agnello. Il documento con l’editto del 1720, invece, è stato scelto come opera della sala perché rese più severe le norme per la qualità della mortadella e stabilì il divieto di produrla fuori dalla città di Bologna.

Il progetto è stato voluto dal Consorzio e realizzato in collaborazione con Genus Bononiae. “Sarà una tappa irrinunciabile per tutti gli amanti di questo nobile salume”, ha detto Corradino Marconi, presidente del Consorzio Mortadella Bologna. “Le tradizioni, anche gastronomiche, sono un tassello che ci permette di restituire, contestualizzare e ricostruire il passato, in un mix felice di cultura alta e popolare”, ha aggiunto il presidente di Genus Bononiae, Fabio Roversi Monaco.

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