L’Amatriciana diventa “Specialità tradizionale garantita” per l’UE

Per la salsa Amatriciana tradizionale, fatta “secondo il metodo di produzione e la ricetta secolare del comprensorio di Amatrice”, il riconoscimento è unanime.

L’Amatriciana diventa "Specialità tradizionale garantita" per l'UE

L’Amatriciana, il piatto simbolo del terremoto del Centro Italia del 2016, è riconosciuta dall’Unione Europea “Specialità tradizionale garantita” (Stg) contro imitazioni e falsi in tutto il mondo. Lo fa sapere la Coldiretti, nell’annunciare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE del 13 marzo l’iscrizione nel Registro europeo delle Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche e Specialità tradizionali garantite della celebre ricetta.

Il carattere tradizionale del piatto è legato agli ingredienti e al metodo specifico di preparazione utilizzato tradizionalmente nel comprensorio dei Monti della Laga da dove trae origine. Da qui l’importanza di garantire l’utilizzo di ingredienti 100% Made in Italy, dal grano per la pasta al pomodoro, dal pecorino al guanciale.

Con la decisione europea si riconosce che la popolazione di Amatrice ha dato vita ad uno dei piatti più conosciuti della tradizione italiana rielaborando un’antica preparazione pastorale, con l’introduzione del pomodoro intervenuta all’inizio del 1800.

L’amatriciana, infatti, era il pasto principale dei numerosi pastori che vivevano sulle montagne di Amatrice; portavano nei loro zaini pezzi di pecorino, sacchette di pepe nero, pasta essiccata, guanciale e strutto per preparare la cosiddetta gricia che, con l’aggiunta del pomodoro, è diventata l’amatriciana.

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La promozione della ricetta, ricorda la Coldiretti, è il riconoscimento alla storia e alla tradizione di un territorio devastato dal terremoto dal quale le aziende agricole stanno tentando di risollevarsi anche grazie alla produzione degli ingredienti base del celebre sugo.

Con questo riconoscimento l’Italia consolida il primato europeo nelle produzioni di qualità con 301 denominazioni Dop/Igp e Stg, 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60 mila aziende agricole.

La tradizione gastronomica italiana è il motore di una filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali e alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati.

Un successo ratificato anche da un record delle esportazioni che potrebbe migliorare ancora con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

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