DolomitiGourmet Festival 2026: quando l’alta quota diventa terreno di dialogo tra cucine

Dal 1° al 3 ottobre San Candido ospita la 13esima edizione della kermesse coordinata da Chris Oberhammer, tra rifugi d’alta quota, passeggiate gourmet e cucina di montagna a 2434 metri

DolomitiGourmet Festival 2026: quando l'alta quota diventa terreno di dialogo tra cucine

Ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, patrimonio UNESCO e tra i simboli più fotografati delle Dolomiti, torna dal 1° al 3 ottobre 2026 il DolomitiGourmet Festival, giunto alla sua 13esima edizione. L’appuntamento, promosso dagli impianti di risalita 3 Cime/3 Zinnen Dolomiti insieme all’Associazione Turistica San Candido, non è soltanto una vetrina di nomi altisonanti della ristorazione, ma un tentativo — dichiarato apertamente dagli organizzatori — di mettere in dialogo tradizioni gastronomiche diverse, dalla costiera sorrentina alla haute cuisine francese, passando per il Marocco, in uno scenario alpino che resta il vero protagonista.

DolomitiGourmet Festival 2026: quando l'alta quota diventa terreno di dialogo tra cucine

A coordinare il progetto è Chris Oberhammer, chef patron del ristorante Tilia di Dobbiaco, una stella Michelin, che negli anni ha trasformato il festival in un momento di confronto più che di semplice celebrazione. “Con il DolomitiGourmet Festival vogliamo mettere a confronto filosofie internazionali e la tradizione della nostra cucina delle Dolomiti”, ha dichiarato lo chef, sottolineando come l’evento voglia farsi portavoce di una cultura enogastronomica locale e sostenibile, costruita anche grazie al coinvolgimento di piccoli produttori altoatesini.

Un cast internazionale, tra stelle Michelin e titoli d’eccellenza

Tra gli chef ospiti di questa edizione figurano nomi che raccontano geografie gastronomiche molto distanti tra loro: Giuseppe Aversa del ristorante Il Buco di Sorrento, Celeste Massimiliano del Caffè delle Rose sul Lago Maggiore, Christoph Haton, insignito del titolo MOF (Meilleur Ouvrier de France) e attivo a Parigi, fino a Lahcen Hafid, presidente di Escoffier Marocco. A questi si affiancano volti noti dell’arco alpino come Graziano Prest (Ristorante Tivoli), Fabio Pompanin (Al Camin) e Luigi Dariz (Ristorante da Aurelio), tutti attivi tra Cortina d’Ampezzo, e Federico Kratter del Mondschein di Sappada. Al loro fianco lavorerà una squadra di chef resident legati al territorio di San Candido, Dobbiaco e Sesto, tra cui Markus Holzer del Rifugio Jora, Lindi Brahaj del Miramonti e Andreas Bachmann.

DolomitiGourmet Festival 2026: quando l'alta quota diventa terreno di dialogo tra cucine

Tre giorni, tre quote diverse

Il programma si sviluppa attraverso tre momenti pensati per far vivere il territorio da altrettante prospettive. Si comincia giovedì 1° ottobre con la JORA Mountain Dining, cena in quota al rifugio omonimo sul Monte Baranci, a 1325 metri, con vista sulle Dolomiti di Sesto. Protagonisti della serata saranno Giuseppe Aversa e Chris Oberhammer, entrambi insigniti di una stella Michelin, con un menu degustazione di sei portate abbinato a una selezione di vini.

Venerdì 2 ottobre è la volta della Gourmet Walk, una passeggiata enogastronomica diffusa nel centro di San Candido che prende il via alle 18.30 con un aperitivo di presentazione degli chef e dei produttori partecipanti. Gli ospiti, divisi in due gruppi da 40 persone e accompagnati dallo stesso Oberhammer e da Hanna Erharter, direttrice dell’Azienda Turistica San Candido, si sposteranno tra i locali del paese — tra cui Miramonti e il Bistro Senfter — dove ogni tappa vedrà lavorare fianco a fianco uno chef resident e uno chef ospite. La serata si chiude con un after party alla Miramonti Lounge, tra pasticceria e musica.

Il momento conclusivo, sabato 3 ottobre, sposta l’esperienza ancora più in alto: al Monte Elmo (Helm), a 2434 metri, dalle 11 alle 15 va in scena il Mountain Food Festival, con cotture a fuoco di legna e reinterpretazioni di ricette storiche alpine. È il momento in cui il festival dichiara più esplicitamente la propria matrice identitaria, proponendo accanto ai piatti creativi anche portate della tradizione sudtirolese.

DolomitiGourmet Festival 2026: quando l'alta quota diventa terreno di dialogo tra cucine

Gourmet Abend © Daniel Toechterle

Un festival che racconta (anche) le fragilità della montagna

Al netto della cornice scenografica, l’operazione culturale dietro al DolomitiGourmet Festival merita una lettura che vada oltre il calendario degli eventi: portare cucine e produttori diversi a confrontarsi in un territorio UNESCO significa anche interrogarsi su sostenibilità, filiera corta e tenuta di un ecosistema montano sempre più sotto pressione turistica. In questo senso, l’accento posto dagli organizzatori sul dialogo tra chef italiani e internazionali e sui piccoli produttori locali si inserisce in un dibattito più ampio, che coinvolge oggi buona parte della ristorazione d’alta quota, tra destagionalizzazione e valorizzazione delle economie locali.

DolomitiGourmet Festival 2026: quando l'alta quota diventa terreno di dialogo tra cucine

Gli eventi sono aperti al pubblico su prenotazione, con programma completo e biglietti disponibili sul sito ufficiale dreizinnen.com/gourmetfestival.

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