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Il pomodoro “Siccagno” di Valledolmo – La “Rinascita” dell’oro rosso di Sicilia

Il pomodoro "Siccagno" di Valledolmo – La "Rinascita" dell'oro rosso di Sicilia

Il pomodoro “Siccagno” di Valledolmo – La “Rinascita” dell’oro rosso di Sicilia

La Cooperativa “Rinascita” produce pomodoro “in Siccagno”, una tecnica di coltivazione che non richiede apporto di acqua e con pratiche agronomiche totalmente sostenibili che generano un frutto dalle proprietà organolettiche uniche.

Il pomodoro "Siccagno" di Valledolmo – La "Rinascita" dell'oro rosso di Sicilia

Immense distese collinari accarezzate dal vento e arroventate dai caldi raggi solari, ai piedi delle Madonie, che accolgono paesini prettamente agricoli ricchi di storia e tradizioni dove la vita scorre lenta, con semplicità e rispetto per il territorio circostante.

In uno di questi luoghi, a Valledolmo, si trova la Cooperativa “Rinascita”, fondata nel 1977 per volere di giovani produttori locali e ad oggi considerata un caposaldo nella produzione di questo tipo di pomodoro.

Negli anni Settanta i fondatori decidono di unirsi per acquisire maggior potenziale economico quando si accorgono che la richiesta di produzione del pomodoro cresce esponenzialmente nella zona e le difficoltà di gestione e commercializzazione diventano considerevoli. Negli anni Ottanta, così, diventa il punto di riferimento per tutti i paesi limitrofi che vedono in essa un’importante spinta per incrementare l’economia agricola locale.

Successivamente, negli anni Novanta, i promotori della Cooperativa, scelgono di realizzare una vera e propria industria di trasformazione, dapprima modesta ma, con il passare degli anni, sempre più all’avanguardia, nell’ottica di voler chiudere la filiera per poter lavorare e distribuire direttamente il prodotto finito.

Ma come si ottiene il pomodoro siccagno?

Il sano accrescimento dell’“Oro rosso” di Sicilia è molto influenzato dal particolare clima dell’area di coltivazione, dall’esposizione solare, dalla buona fertilità dei terreni argillosi ricchi di microelementi, dall’assenza di irrigazione ma anche da pratiche agronomiche ben definite che non sottraggono energia all’ambiente, ma lo curano e rispettano in ogni fase.

La raccolta “scalare” avviene rigorosamente a mano e il prodotto viene lavorato fresco entro le 24 ore. Ecco che spicca un pomodoro di un bel colore rosso, con un profumo intenso, un sapore polposo ma asciutto ed un elevato contenuto zuccherino, circa 6,5 gradi Brix.

Per di più, si presenta ricco di sostanze antiossidanti come il betacarotene e il licopene, quest’ultimo in quantità tre volte superiori rispetto ai pomodori tradizionali, tanto da diventare oggetto di studio di università ed enti di ricerca per le sue proprietà molto importanti per la salute umana ed essere fortemente consigliato da specialisti della nutrizione.

Gli stadi successivi di produzione riguardano i controlli quanti-qualitativi dei lotti di pomodoro in conformità alle vigenti normative igienico-sanitarie, e una lunga ed accurata serie di azioni effettuate dal personale addetto in cui viene perfettamente allontanato da eventuali residui esterni, lavato e selezionato per essere condotto nei due impianti di lavorazione, uno più remoto e un altro di recente costituzione ad una temperatura di 55 gradi, per non alterare le rinomate proprietà organolettiche dell’alimento.

Dall’armonia dei procedimenti meccanizzati e manuali eseguiti con estrema precisione e serietà, si ottengono passate in barattoli di vetro che verranno poi spedite alla clientela richiedente sia a livello nazionale che estero.

Il pomodoro Siccagno di Rinascita, infatti, si è affermato nel mercato agroalimentare ed è molto richiesto da chef e ristoranti, dapprima stuzzicati dalla curiosità, poi conquistati dalla qualità del prodotto che si presta bene a varie pietanze tricolori e che è possibile reperire presso negozi o supermercati specializzati.

“Lo definisco un prodotto a triplice attitudine” – spiega Vincenzo Pisa, presidente e nipote di uno dei fondatori – “I tondi lisci sono perfetti per insalate, concentrato di pomodoro e in particolare per il pelato. Nelle pietanze si ritrova un prodotto sano e fresco che si amalgama bene e resta compatto, contrariamente ad altri tipi che scendono verso il fondo. Spesso ci chiamano da fuori perché credono che il Siccagno sia un seme e vorrebbero acquistarlo ma è un sistema di coltivazione che non può essere facilmente replicato altrove nelle medesime condizioni che abbiamo qui”.

Proprio per la sua unicità, nel 2005 è stato insignito del premio annuale della Associazione della Stampa Estera al Salone del Gusto di Torino, in condivisione con Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food e da Gambero Rosso come Top Italian Food 2022 in collaborazione con il brand Rosso Siculo di Antonio D’Agostino, proprietario di D’AGÓ Eccelsi Cibi.

Un’altra interessante collaborazione che la Cooperativa Rinascita porta avanti è quella con la Cooperativa Sociale “Verbumcaudo”, un feudo di circa 150 ettari confiscato alla mafia e attualmente gestito da giovani ragazze e ragazzi che hanno scelto di restare e valorizzare l’entroterra lavorando con coraggio e dignità.

È proprio nel ritorno dei giovani in agricoltura che il team di Rinascita – tutti altrettanto giovani e intraprendenti – vede una speranza di riscattare questa terra, nonostante il cambiamento climatico che spesso danneggia le colture, la mancanza di manodopera e gli elevati costi delle materie prime.

La tradizione agricola che si condensa con la consapevolezza dell’era moderna, per uno sviluppo territoriale sostenibile sotto tutti i punti di vista.

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